Pensiero Laterale, Pensiero Posteriore, Pensiero 4×4
Una tavolata di amici. Al centro della discussione c’è una domanda apparentemente innocua:
Se il Gatto con gli Stivali fosse un vero gatto, indosserebbe due stivali o quattro?
Dopo pochi minuti, il gruppo si divide:
- I “bi-stivalisti” umanisti: sostengono che devono essere due. Il riferimento è chiaramente umano e nessuno ha mai visto una persona indossare quattro stivali.
- I “quadri-stivalisti” animalisti: ribattono che il gatto cammina su quattro zampe. Se si decide di stivalarlo, sarebbe illogico lasciare due arti scoperti.
Gli argomenti diventano sempre più raffinati. Si citano illustrazioni, cartoni animati, opere d’arte, si ricostruisce il referente testuale della fiaba originale italiana di Straparola*. Qualcuno arriva perfino a disegnare schemi anatomici.
Eppure, a un certo punto, entra in scena il pensiero laterale. Non prende posizione, non vota per i due e nemmeno per i quattro. Fa una cosa diversa: fa un passo indietro. Osserva la discussione dall’esterno e domanda:
Perché stiamo dando per scontato che un gatto abbia bisogno degli stivali?
È una domanda disarmante. Improvvisamente tutto il ragionamento precedente perde la sua apparente inevitabilità. Ci accorgiamo che stavamo discutendo all’interno di una cornice che nessuno aveva scelto consapevolmente. Stavamo cercando la risposta giusta a una domanda sbagliata.A parte il nome “tradizionale” del micio fiabesco, cosa importa ad un gatto Che Sa Parlare, se abbia gli stivali o meno?
La trappola del marketing: litigare sugli stivali mentre il gatto vuole stare a casa
Questa situazione si verifica nelle aziende, nelle agenzie e nei reparti marketing molto più spesso di quanto immaginiamo.
Molte riunioni iniziano con un dogma mascherato da domanda: “Quale slogan dobbiamo usare?”
Per ore si discutono parole, claim, headline e sfumature linguistiche. Ma il pensiero laterale interviene e chiede: “Siamo sicuri che il problema sia lo slogan?”
- Magari il problema è il prodotto.
- Magari è il prezzo.
- Magari il cliente non comprende il valore dell’offerta o ci stiamo rivolgendo al target sbagliato.
- Magari non esistono stivali della taglia giusta.
In altre parole: stiamo litigando sui due o sui quattro stivali, mentre nessuno si è accorto che il gatto non ha nessuna intenzione di uscire di casa. Né, forse, di indossare dei fancy boots.
Le tre dimensioni del pensiero laterale e divergente
Per evitare questa trappola, dobbiamo attivare tre modalità di pensiero che sono, in realtà, le Tre Facce della stessa medaglia:
1. La Domanda Nascosta
Non cerca la risposta corretta all’interno delle regole date, ma mette in discussione le premesse stesse. Smonta lo status quo.
2. Il Passo Indietro
È la capacità di uscire dall’arena della discussione. Prima di calcolare come risolvere il problema, fa un passo indietro per osservare il contesto da fuori e capire perché quel problema è nato.
3. Fuori dalla Strada Asfaltata
Il pensiero tradizionale è come un’auto su una strada asfaltata: veloce, efficiente, ma vincolata alla carreggiata. Il pensiero 4×4 è un fuoristrada:
- Non va necessariamente più veloce, anzi, spesso sembra perdersi.
- Fa deviazioni, attraversa campi, esplora sentieri apparentemente inutili e finisce nei vicoli ciechi.
- Però arriva dove una normale automobile – un normale gatto! – non potrà mai arrivare.
Come “lateralizzare” la vostra creatività
Le idee che a posteriori definiamo “geniali”, spesso, non nascono da un ragionamento accurato, ma da una prospettiva completamente diversa. Per applicarlo oggi stesso, prova a portarti in riunione delle domande-fuoristrada come queste:
- E se il cliente non fosse chi pensiamo?
- E se il prodotto avesse un utilizzo diverso da quello previsto?
- E se la pubblicità non fosse la soluzione?
- E se il problema non fosse un problema, ma un’opportunità raccontata male?
La prossima volta che ti trovi bloccato in una discussione tra “due o quattro stivali”, fermati. Fai un passo indietro. E ricordati di controllare se il gatto abbia davvero voglia di camminare. E scoprire che, magari, porta gli stivali solo da un “lato”.
*Spoiler: si tratta di una gatta…






