Come usare le vacanze per ricaricare il cervello

Ovvero: se Archimede aveva idee quando faceva il bagno, un motivo ci sarà…

Se il vostro cervello potesse parlare – e, in qualche modo interiore, già lo fa – vi direbbe sfacciatamente: “Basta email sotto l’ombrellone. Ho bisogno di vacanze vere.” Bisogna dire che il cervello è l’organo che consuma più energia nel nostro corpo, circa il 20% del totale, e qualche motivo di lamentela ce l’ha; ma è anche subdolo: se lo usate intensivamente, può sovraccaricarsi di input e questo è il modo migliore per mandarlo in burnout.

Che fare quindi? Niente

Il Default Mode Network: quando l’ozio diventa genio
Quando vi fermate davvero – niente agende, solo mare (o monti, o campagna, od opere d’arte) e silenzio – il cervello attiva il Default Mode Network: un circuito scoperto negli anni ’90, che elabora idee creative proprio mentre “non pensate a nulla”. Lasciate il cervello libero e randagio e lui si metterà a fare collegamenti inattesi e a vedere l’alba dentro l’imbrunire.

Un’ora continua di lavoro? Impossibile

Perfect Mixology: 11 mesi di lavoro → 1 mese di riposo
Mantenere la soglia dell’attenzione e della concentrazione per un’ora di seguito è fisiologicamente impossibile. Lo sanno bene gli studenti, ad ogni livello, così come relatori e insegnanti.
Ogni tre quarti d’ora, servirebbe un quarto d’ora di svago vero, qualcosa che possa fare un “repulisti” di informazioni. Non si tratta di una perdita di tempo: è la manutenzione ordinaria. Smaltisce tossine, regola le emozioni, abbassa il cortisolo e fa spazio alla creatività. È un investimento neurochimico nel futuro.
Così come il quarto d’ora serve ad una gestione corretta del proprio cervello, così un mese di vacanze serve alla manutenzione straordinaria. Facendo le debite proporzioni, servirebbero tre mesi di ferie, ma vediamo di accontentarsi.

P.S. Se state leggendo questo articolo in vacanza… smettete immediatamente

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